Conserve

Grotte del Savone

Il complesso vulcanico di Roccamonfina è da sempre conosciuto per la copiosità delle sue sorgenti d’acqua, la maggiore di esse è il Savone attorno a cui si svolgeva buona parte dell’economia del circondario, sia quella povera di sussistenza che sfruttava le macine dei mulini, sia quella che gli storici dell’economia definiscono “protoindustrializzazione”, rappresentata dalle ferriere di Teano.

Il corso del fiume Savone, in particolare i suoi profondi e tortuosi canyon scavati dall’acqua nel tufo, erano anche un rifugio sicuro per i briganti che all’indomani dell’Unità d’Italia (1860) usavano questi luoghi inaccessibili, dotati di più vie di fuga e di tunnel per percorrere grandi distanze senza essere individuati o incorrere in postazioni e imboscate delle forze dell’ordine, e per trasportare da un punto all’altro le vittime dei loro sequestri in attesa di richiederne il riscatto.

Nei giorni di fuga questi uomini facevano razzia nella masserie della zona di insaccati, formaggi, carni e uova, portavano con se verdure conservate sott’olio e sott’aceto, patate e legumi, frutta secca e carrube, cibi che potevano trasportare e che non si deterioravano facilmente. A questo luogo e a questi uomini e donne, a questa pagina di storia che ritrova una nuova narrazione, vogliamo legare il racconto delle conserve della nostra masseria.

Produzione sostenibile

Rispetto
del suolo

Recupero
varietà locali

Tutela
Biodiversità

Valorrizazione
territorio

TERRENO COLTIVATO

QUANTITA' PRODOTTA

FITOFARMACI

FERTILIZZANTI

letame

DISERBO

sfalcio, meccanico

La coltivazione del verdure per le nostre conserve